Buongiorno gentili lettori, buongiorno perché anche se è sera per me è sempre un buongiorno!

Ieri in occasione del lancio del nostro nuovo blog vi ho lasciato sui social una box domande dove vi ho chiesto quale siano gli argomenti che vorreste io affrontassi, è stato davvero soddisfacente e oserei dire particolarmente gradevole vedere come si riesce ad interagire attraverso progetti informatici che nascono da semplici ma “complessi” comandi dati alle piattaforme di programmazione, in poche parole? Ovviamente le più spietate e nuove tecnologie.

Pochi secondi dopo l’apertura delle domande, mi è stato chiesto: “Come affrontare lo stress a cui è sottoposto lo studente di medicina?” quindi oggi mio caro lettore ti spiegherò la mia piccola ma infinita visione dell’essere “Med student” e della sua vita reale ma dedita all’iperuranio aristotelico, non preoccuparti però perché ne parleremo per un po’, l’esperienza fortificherà il racconto.

Facciamo un attimo un passo indietro…

1 Marzo 2019: vi starete chiedendo perché parto da un mese non proprio affine al fatidico test di Medicina?

Vedete, quella data rappresenta il mio primo approccio alla burocrazia, alle code e alla prova di inibizione all’empatia durante il test. Cosa intendo? ciò che il buon caro vecchio Dante esprime con “Non ti curar di loro ma guarda e passa”

Ho potuto constatare la reale utilità di quella che può sembrare una frase di libro antico e basta (e che libro !), ci sarà sempre chi proverà ad imprimerti ansia, rabbia e tutte le tipologie di sentimento esageratamente negative.

Non esiste una formula magica per far sparire tutto ma esiste la tua psiche, ricordati sempre che è la tua più grande arma, può distruggerti ma può anche renderti Invincibile, decidi tu !

Ricordo come fu impattante entrare nella famosa aula del test di medicina e vedere le persone spietate, pronte a tutto e fidatevi proprio a tutto, ma ricordo con immensa emozione la mano di una delle mie più care amiche che strinse la mia, quel gesto mi diede un senso di pace e in un certo senso mi rincuorò (Ps se stai leggendo: GRAZIE)

Continuando a leggere le mie parole vi starete chiedendo: Dove vuole arrivare? La risposta è più semplice di quello che pensate, voglio farvi riscoprire il motivo per cui ci si rende cosi inermi allo stress di studiare Medicina, voglio che vi ricordiate perché avete fatto un test, perché vi siete sottoposti ad una guerra che definirei glaciale ma in fondo così soddisfacente da non poterne fare a meno.

Nei momenti di indefinibile stress provo in tutti i modi a ricordarmi la me del passato e la me che voglio io sia in un futuro prossimo ma anche lontano, provo a pensare a tutto quello attraverso cui sono passata per arrivare dove mi trovo adesso (magari vi racconterò la mia storia) e cosa bramo così tanto per la me dei prossimi anni.

Dal primo istante di preparazione di un esame fino all’ultimo secondo corrispondente alla verbalizzazione dello stesso, visualizzo il giorno della mia laurea, quell’esame mi separa da essa e come tale devo eliminarlo dal mio cammino per arrivare alla corona d’alloro.

Ci saranno giorni in cui funzionerà, giorni in cui dovrò combattere un po’ di più per risalire a galla, ma ragazzi, qualsiasi facoltà voi frequentiate, non dimenticatevi mai della straordinaria sensazione che si prova l’esatto istante in cui finite una prova, soddisfatti, felici e dimagriti di un po’ di Kg d’ansia probabilmente.

Potrei parlarvi dei miei mille riti pre-esame, delle mie concezioni e del mio eterno visualizzare ma non è questo il momento.

“Ancora un morso alla mela”, vedrete sempre questa potente frase nei miei articoli e vi spiegherò anche perché ma fino ad allora… Io ho ancora fame di vincere e voi?

Vi auguro una piacevole serata, vi aspetto nel mio prossimo articolo e non dimenticatevi di commentare con tutte le tematiche di cui volete io scriva.